Fermata Alpi Graie s.a.s.
Ristorazione & Ospitalità Accessibili
Via G. C. Sobrile, 1
10070 Groscavallo - frazione Forno Alpi Graie - Torino - Italy
Tel. +39 0123 738128 - +39 339 8254669
e-mail: info@fermatalpigraie.it
P IVA 10809200016

Fermata Alpi Graie s.a.s.
Ristorazione & Ospitalità Accessibili
Via G. C. Sobrile, 1
10070 Groscavallo - frazione Forno Alpi Graie - Torino - Italy
Tel. +39 0123 738128 - +39 339 8254669
e-mail: info@fermatalpigraie.it
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Villa Sobrile, storico edificio attualmente sede di Fermata Alpi Graie, è stata progettata e realizzata nel 1920 dal pittore Giuseppe Claudio Sobrile. La recente ristrutturazione, particolarmentte attenta alle esigenze delle persone con disabilità, l’ha completamente rinnovata. Il piano terra ospita la Cucina e la sala dove vengono serviti pasti e colazioni. Al primo piano si trovano le cinque camere, ognuna dotata di tutti i servizi necessari. Immersa nel verde, offre panorami incantevoli sulle cime che la circondano, e che furono ispirazione per molti quadri del Pittore.

“La Passione ci guida nell’offrirvi il Meglio

Storico edificio attuale sede di Fermata Alpi Graie, Villa Sobrile vide la luce negli anni '20 del Novecento
ad opera del pittore Giuseppe Claudio Sobrile, in concomitanza con il suo trasferimento a Forno Alpi Graie.
L’edificio si può collocare nell'ambito di ville e palazzine nate con lo sviluppo turistico che le Valli di Lanzo videro
a partire dalla seconda metà dell'ottocento, e presenta caratteristiche tipologiche vicine alla tradizione montana locale
ed allo chalet svizzero, secondo una corrente costruttiva tipica di quegli anni.
Villa Sobrile ha conservato le proprie particolarità architettoniche, mantenendo l'impianto e la struttura originari,
sino ai giorni nostri. E' l'ultima, in direzione del fiume, di un nutrito gruppo di ville e palazzine
aventi le medesime caratteristiche tipologiche, tutte costruite infatti nei primi decenni del Novecento.
La ristrutturazione ha creato, in adiacenza all'edificio originario, dei nuovi volumi adibiti al deposito
e rimessaggio delle biciclette, ed a sala ristorante, quest'ultima coperta da un terrazzo
che in estate diventa solarium grazie alla sua esposizione a Sud Est.
Tali volumi hanno cercato di essere rispettosi della preesistenza, accostandosi al volume iniziale
ed alla sua tipologia senza impedire la lettura della genesi del fabbricato.


Date un’occhiata a Fermata Alpi Graie

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Qualche numero

11
Posti letto

1226
altitudine

Giuseppe Sobrile nasce a Torino il 13 maggio 1879.
Studiò all’Accademia Albertina di Torino e fu allievo di Pier Celestino Gilardi e Giacomo Grosso.
Trattò largamente la figura, staccandosi dall’esempio dei maestri per rientrare nel gusto,
a sua volta assai vario, di Felice Carena, Cesare Ferro e Domenico Buratti,
con i quali condivise la tendenza al disegno particolareggiato e a un certo decorativismo.
Dopo la prima guerra mondiale elesse Forno Alpi Graie come sua dimora, con una chiara scelta per il paesaggio alpino
e gli scorci rustici, raggiungendo particolari esiti positivi nelle visioni di neve. Ma è altresì noto per le nature morte
di fiori di campo: grandi composizioni con sontuosi mazzi variopinti. Muore a Forno Alpi Graie (Torino) il 6 settembre 1956.
L’ultima retrospettiva fu allestita alla Mole Antonelliana a Torino nel 199

Qualche numero

1920
anno di costruzione

1992
ultima retrospettiva

2014
fine ristrutturazione

Villa Sobrile, edificio storico sede di Fermata Alpi Graie, è stata progettata e realizzata nel 1920
dal pittore Giuseppe Claudio Sobrile.
L’attuale struttura è frutto di una sapiente ristrutturazione dell’Architetto MariaElena Patrocinio
che ne ha curato personalmente anche l’arredamento.
Il progetto ha anche previsto che tutti gli spazi fossero perfettamente agibili ai disabili.
L’attenzione ai particolari e le innovative scelte tecnologiche di risparmio energetico,
oltre ad essere inserita in una cornice ambientale unica, rendono l’accoglienza/soggiorno particolarmente confortevole.
Ora visitate le nostre camere.

Listino prezzi

PREZZI IN VIGORE DAL 1 DICEMBRE 2016

Prezzi iva inclusa al giorno per persona

Tipologia Stagione BB HB  
Camera singola 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE € 40,00 € 65,00  
Camera matrimoniale/doppia 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE € 35,00 € 60,00  
Camera tripla 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE € 30,00 € 55,00  
Letto aggiuntivo € 25,00
Bambini 0 - 3 anni € 0 € 0  
Bambini 4 - 12 anni € 25,00 € 38,00*  
* menù bimbo: prosciutto cotto / vitello tonnato, primo, secondo, dolce

BB= Pernottamento e colazione -- HB= Pernottamento e colazione + pranzo o cena

Qualche numero

5
camere

11
posti letto

Conduzione familiare. Qualità accurata del cibo. Prodotti della Filiera Locale e del Territorio. Menù stagionale. Prodotti da forno preparati nella cucina di Forno Alpi Graie.

“La Passione ci guida nell’offrirvi il Meglio

Cura e passione per la cucina sono stati i motori che hanno spinto a realizzare il piccolo ristorante di Fermata Alpi Graie.
Un ambiente caldo, accogliente e luminoso, con un ristretto numero di coperti,
a conduzione familiare, per poter offrire una qualità del cibo che sia la stessa che si sceglie per sé.
Menù fisso stagionale, che varia per gli ospiti che si fermano più giorni a Fermata Alpi Graie, con utilizzo di prodotti della filiera locale
e della tradizione franco provenzale del territorio, frutto di ricerche, prove e minime rivisitazioni.
Con qualche episodio di cucina regionale extralocale, a sentimento della cuoca.
Colazioni con latte, yogurt, miele e marmellate provenienti dalle aziende agricole del territorio,
prodotti da forno (pane, grissini, focacce, dolci lievitati) preparati nella cucina di Fermata Alpi Graie.
Le piccole dimensioni di Fermata alpi Graie permettono di poter concordare su richiesta serate a tema e menù specifici,
e di utilizzare la struttura ricettiva in modo esclusivo, per piccoli gruppi (minimo 10 persone).

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Cosa si mangia a Fermata Alpi Graie? Cucina tipica piemontese ed in particolare di montagna, quella fatta con i prodotti del posto:
patate, ortaggi che resistono alle temperatura della montagna, latte, burro, formaggi di latte vaccino, caprino ed ovino, polenta,
salame di turgia*, salame di capra, mocetta*, selvaggina, funghi, erbe di montagna, miele.
E poi … galuperie del Piemonte!

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Un po’ di storia della gastronomia locale:

*Salame di Turgia

Nell'abside della chiesa parrocchiale di Groscavallo, si può ammirare un affresco ottocentesco opera del pittore Andrea Gastaldi.
Esso raffigura la Maddalena ai piedi del Nazareno; in secondo piano, una mensa imbandita e numerose altre figure.
Sulla destra si distingue un servitore che reca un vassoio dal contenuto quantomeno insolito:
infatti vi è raffigurato un bel pezzo di salame, prodotto tipico delle Valli di Lanzo,
ma di certo non comune per un dipinto di questo genere e, soprattutto, per una mensa ebraica come quella rappresentata.
In realtà si tratta di un richiamo al mestiere di coloro che finanziarono la realizzazione dell'affresco,
ovvero una famiglia di salumai del posto (Bonci e Calza, Valli di Lanzo un altro punto di vista, GS Editrice, 1999).
Già nel secolo XIX era diffusa ed apprezzata l'arte di produrre insaccati nelle Valli di Lanzo.
Nata per il suino, la tecnica dell'insaccato, che ha rappresentato per secoli il più sicuro metodo di conservazione per le carni,
si è estesa in Piemonte anche ad altri animali: così nelle Valli di Lanzo è nato il SALAME DI TURGIA,
termine che in piemontese sta ad indicare una vacca sterile, ormai giunta alla fine della sua carriera produttiva,
oppure una vacca da latte che non ha partorito vitelli. Il salame di turgia ha una duplice origine.
La prima, più antica, va fatta risalire alla necessità, da parte dei contadini, di non sprecare la carne degli animali della fattoria,
anche se poco pregiata. La seconda, più recente, nasce dalla necessità delle macellerie di utilizzare tutta la carne,
in un'epoca in cui non erano ancora dotate di frigoriferi perfezionati come al giorno d'oggi.
La carne che si usa attualmente non è più quella "di scarto", ma carne di prima scelta,
le tecniche dei produttori si sono raffinate, come è giusto che sia, ma la ricetta attuale è rimasta all'incirca la stessa di quella antica.
Gli abitanti delle Valli di Lanzo sono affezionati a questo insaccato, che caratterizza la gastronomia locale.

*Mocetta

Carne secca di origini molto antiche, fa parte del tradizionale tagliere delle Alpi Occidentali.
In origine confezionata solo con coscia disossata di camoscio o di stambecco, attualmente prodotta anche con carni bovine.
Nella bassa valle è presente anche una produzione di mocetta d'asino e capra.
Viene prodotta a partire da tagli di carne magri, prevalentemente muscolo o coscia.
La carne viene insaporita con aglio, alloro, rosmarino, salvia e altre erbe di montagna,quindi salata
e ricoperta del liquido proveniente dalla carne stessa. Così preparata, viene lasciata riposare per poi asciugarsi
e stagionare appesa in un locale aerato e asciutto per circa 90 giorni.
Con il passare del tempo la mocetta diventa sempre più saporita e di consistenza tenace, fino a poter essere affettata
solo in fettine sottilissime e quasi trasparenti di consistenza simile alla pergamena e dal sapore molto intenso.
La mocetta viene tradizionalmente servita con un filo di miele e accompagnata da pane nero e burro.

Alcuni Piatti della Tradizione Arpitana

(da un’idea del dott. Marco Blatto)
proposti dalla cucina di Fermata Alpi Graie

ANTIPASTI


Assiette:
tagliere di mocetta, lardo, salame di capra, salame di turgia
Laard avi’ coccas:
lardo con castagne
Involtini Bramafam:
involtini di mocetta ripieni di ricotta di capra, con miele, serviti su un’insalatina di rucola olio, limone e pepe. (ricetta M. Blatto)
Insalatina Mombran:
pere, toma stagionata, noci, rucola (ricetta M.Blatto)
Broueri d’trifouless avi’ salamm d’tuerdj et tsalignoun:
Patate lessate nell’aglio e rametti di ginepro, con salame di Turgia e ricotta vaccina montata con aglio,
pepe, semi di cumino, peperoncino (tsalignoun)

PRIMI


Croziflette:
Crozet di pasta al forno con toma, jambon blanc e panna
Risotto Marmorand:
mele renette grattugiate, speck, cipolla, pepe nero, vino bianco mantecato con il latte locale
Seupa di’la Leitousa:
pane integrale, toma, varcheugnou (acetoselle), brodo di carne, pepe, cotta al forno
Risotto Val Grande:
toma, cipolla, salame di turgia, prezzemolo.
Manesta à la modda viej:
fagioli, cipolla, sedano, patate, aglio carote pancetta, toma, servita con crostini di pane integrale
Manesta d’coccas:
minestra di castagne

SECONDI


Frittatina dell’Ecot:
patate lardo e formaggio
Patate savoiarde:
patate, cipolla tritata rosolata nel burro, coperte di latte e di gruyere grattuggiato, sale e pepe, passate al forno
Filetto di Maiale
con sesamo e mele renette
Carbonade mista:
bocconcini di maiale, di vitello e salsiccia, cipolla, alloro, chiodi di garofano, vino rosso
Arrosto di pollo
alla Birra del Pian della Mussa e ginepro selvatico della Val Grande
Entrecote
con salsa “marchand de vin”
Trota della val Grande
al Blanc de Morgex e mandorle
Spezzatino della Gura:
salsiccia, vitello, pomodoro, vino rosso, cipolla, alloro, cannella e chiodi di garofano Ratatouille di verdure
Saladda del Crot:
radicchio rosso, toma caprina, noci, miele di Chialamberto, mele renette

DOLCI


Piàt-a:
pasta di pane, mele o pere, zucchero, cotta al forno
Pilot:
frittelle di grissini sbriciolati, latte, uova e zucchero
Creme Grand Paradis

“La Passione ci guida nell’offrirvi il Meglio

Fermata Alpi Graie è una piccola struttura ricettiva progettata per essere accessibile a tutti.
Il progetto, a cura dell’architetto Elena Patrocinio, trasforma la villa degli anni ‘20,
residenza del Pittore Claudio Giuseppe Sobrile, in una struttura di cui tutti possono fruire,
seguendo i principi del “design for all”, appresi dall’architetto Eugenia Monzeglio,
coordinatrice scientifica del corso di 3° livello del Politecnico di Torino “Universal Design.
Progettazione inclusiva e sostenibile”.
Il principio informatore che permea tutto il processo di progettazione, è infatti che
tutto ciò che è per tutti non è solo per qualcuno. I bagni possono essere belli e accessibili,
non è necessario l’utilizzo di sanitari di particolare forma riservati a persone con disabilità motorie,
perchè essi stessi possono utilizzare dei normali sanitari sospesi; le docce a pavimento facilitano il passaggio
della carrozzina e aiutano a ricavare dimensioni utili al suo movimento all’interno del bagno,
ma sono belle e pratiche anche per chi non ha problemi deambulatori.
Piccole attenzioni in merito all’altezza delle maniglie di porte e armadi, comandi di luci e ascensore,
portano ad un utilizzo degli stessi oggetti ed impianti sia da chi ne fruisce in piedi, che da chi è su di una carrozzina. Nella zona colazione - pranzi, si è riservata particolare attenzione ai contrasti cromatici ed alle forme,
oltrechè, ovviamente, agli spazi. Sono presenti tavoli quadrati, di più semplice utilizzo per
....................

“La Passione ci guida nell’offrirvi il Meglio

Per chi ama lo sci alpinismo, il Monte Barrouard (2858 m), gita tardo-invernale e primaverile,
è una gran classica della Val Grande di Lanzo che con condizioni d’innevamento sicuro
percorre i bei pendii del fianco sinistro idrografico del Vallone del Rio delle Lose (Colombin),
per poi portarsi sulla cresta sud del Barrouard. La vetta è molto panoramica
e offre una vista splendida sul Gruppo del Gran Paradiso e delle Levanne (partenza da Forno alpi Graie).

Escursioni al Bivacco Fassero Soardi (2297 m) , su sentiero ben segnalato che permette d’inoltrarsi nel vallone di Sea,
di particolare interesse orografico per la presenza di montagne come la Cima di Leitosa,
L’Albaron di Sea, il versante nord dell’Uja di Ciamarella e il complesso del Gruppo Sea-Monfret.
L’itinerario si presta a osservazioni di carattere morfologico e litologico, con particolare riferimento alla morfologia glaciale.
Possibilità di pernottare al Bivacco Fassero-Soardi e di proseguire al Colle di Sea 3100 m (Diff. EE ore 2,30).

Arrampicata sportiva - bouldering, circuito“Polvere di Stelle” : a mezz’ora di marcia dall’abitato di Forno,
nei pressi dell’alpeggio del Massiet del Vallone di Sea, si trova uno dei più interessanti circuiti
per gli appassionati della scalata su masso, sulle orme di intere generazioni di arrampicatori torinesi.
Sono segnalati una settantina di passaggi di ogni difficoltà, con alcuni itinerari attrezzati
per la pratica dell’arrampicata sportiva; il tutto in una splendida cornice ambientale. Il luogo è ideale per famiglie e corsi di arrampicata.

E’ inoltre possibile praticare il parapendio, a livello professionistico ed amatoriale,
anche per persone su carrozzina, con lanci dal Monte Barrouard, dal Rifugio Daviso e dal Monte Bellavarda,
e con servizio navetta, organizzato dall’associazione Baratonga Flyers, dal Ciavanis, da Rivotti e dal Lago di Monastero.

Lungo la Stura è possibile praticare il Kajak, con imbarco pochi chilometri a valle di Forno,
e partecipare a raduni organizzati dall’associazione Alpikajak.

Il comodo sentiero balcone che da Rivotti va al gias Nuove Fontane, in estate consente di praticare il Nordic Walking,
anche in gruppi guidati dagli istruttori ANI (Associazione Nordic Fitness Italiana), mentre con la neve diventa percorso per ciaspole.

La pista di Fondo della Val Grande, da Chialamberto sale sino a Forno Alpi Graie,
per 30 km di lunghezza ed un dislivello di 400 metri. Inoltre possibilità di praticare la pesca,
e passeggiare alla scoperta di funghi o erbe commestibili, e passeggiate con la bicicletta assistita e la joelette per disabili (su prenotazione).

Questi sono solo alcuni degli esempi di quello che può offrire il territorio.
Per una descrizione ricca e attenta di tutto quello che potrete fare vi rimandiamo alla pagina ufficiale
del portale del Turismo nelle Valli di Lanzo:

www.turismovallidilanzo.it/cosa-fare/

consorzio operatori turistici valli di lanzo

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10070 Groscavallo (TO) frazione Forno Alpi Graie

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+39 339 8254669

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